- Jochen Lorentzen, prof. pacifista a Comiso -

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Jochen Lorentzen, prof. pacifista a Comiso

Articolo del 10/03/2011
11.58

Lo abbiamo incontrato nell'estate 1982 a uno dei primi appuntamenti dei movimenti per la pace europei contro l'installazione Usa dei missili Cruise nella Base Militare "Magliocco" a Comiso, Sicilia. Jochen sarebbe rimasto a Comiso per due anni insieme ad altri pochi pacifisti, antimilitaristi, nonviolenti dando vita all'Ufficio per la Pace e organizzando incontri internazionali di protesta.

In molti gli hanno voluto bene per i suoi modi gentili, la sua decisa volontà di contrastare la militarizzazione di quel paesino, la sua eleganza e dolcezza che sapeva diventare aspra fermezza. Apprese velocemente l'italiano e il siciliano, tale era la sua allegra e curiosa voglia di comunicare con tutti. Era bello Jochen, in tanti modi. I suoi capelli in cui era imprigionato il sole brillavano nelle giornate dell'agosto del 1983, durante i blocchi nonviolenti a Comiso a cui parteciparono migliaia di pacifisti provenienti da tutta Europa durante l'Imac (International meeting against cruise).

Il 7 agosto 1983 la brutale carica della polizia ai cancelli: Jochen visibile per la sua autorevolezza, la sua voglia di mediare viene picchiato, arrestato ed espulso dall'Italia: il "pericoloso tedesco" riuscirà a rientrare in Italia solo dopo molti anni. Lo ritroviamo nel 1990 alle Caselline (Firenze), all'amato circolo Arci e all'Università Europea dove ottiene il dottorato sotto la guida dell'economista Susan Strange, che condivide con lui la passione per il trekking e la denuncia delle disuguaglianze e delle ingiustizie della globalizzazione finanziaria delle grandi banche. Le sue ricerche riguardano i temi dell'integrazione e la transizione delle economie dell'est Europa e dei paesi emergenti.

Dal 1999 al 2005, è professore presso la Business School di Copenhagen. Ma presto l'Europa diventa per lui un luogo angusto e decadente, incapace di rispondere alle sfide della povertà di interi continenti, il cui egoismo viene denunciato in un bel saggio dedicato alla memoria della amica Susan, Povertà locale e racket dei paesi ricchi.

Nel 2004 si trasferisce a Cape Town presso lo Human Sciences Research Council. Lì costituisce un'unità sullo sviluppo delle innovazioni e dei modelli di apprendimento nei paesi emergenti.

Difende la convinzione che anche nei sud del mondo ci sono spazi per innovare, costruire competenze, fare leva su antiche tradizioni per migliorare le condizioni di vita. Frequenti erano le sue visite a Bologna, Pisa e alla sua grande famiglia fiorentina. La sua scomparsa è una terribile perdita.

Chi lo ha conosciuto e amato intensamente ha la certezza che stia continuando a cavallo o in mountainbike a scoprire i posti meravigliosi del nostro pianeta all'alba, al tramonto e a fare il giro in bicicletta che stava programmando a Jamantina, in Brasile. Lo sappiamo, il sole sta continuando a giocare e a riflettersi nei suoi capelli e nel suo sguardo.

Ciao Jochen, grazie. 

Paoletta Baglioni, Antonella Giunta, Francesco Asso, Gloria Lucchesi
Fonte:
Il Manifesto

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